Campo 65
La memoria che resta
Campo 65, il più grande campo di prigionieri di guerra alleati d’Italia, con circa 12.000 unità, situato lungo la SP 96 tra Altamura e Gravina. La pubblicazione “Campo 65. La memoria che resta” nasce dalla volontà di sottrarre all’oblio un luogo poco noto, testimone di vicende umane fatte di prigionia, sofferenza e desiderio di libertà, restituendone la memoria attraverso circa 1.300 pagine di documenti, testimonianze e immagini inedite reperite in archivi europei.
- 2020
- Autori Domenico Bolognese, Nunzia Cacciapaglia, Piero Castoro, Giuseppe Dambrosio, Giuliano Felice
- Fotografie Luciano Bolognese, Libero De Felice, Valentina Rosati
- Edizioni Campo 65
- Carattere tipografico Absara-sans (Xavier Dupré, 2004-2007), Degular (James Edmondson, 2019)
- Carta Favini Bianco Flash
La memoria, alla quale attinge la storia, che a sua volta la alimenta, mira a salvare il passato soltanto per servire al presente e al futuro. Si deve fare in modo che la memoria collettiva serva alla liberazione, e non all’asservimento, degli uomini.
— Jacques Le Goff, Memoria






