Il Monaciello della Murgia
Le leggende, si sa, hanno il naso più o meno lungo a seconda di chi e di come le racconta. Ve ne sono alcune che restano ancorate ai tempi e ai luoghi in cui nascono, altre invece subiscono innumerevoli contaminazioni e varianti, trasportate di voce in voce, lungo catene di generazioni, oltrepassando i confini di città o quelli segnati dalle montagne, dai fiumi e, talvolta, anche dagli oceani e dai continenti. Risulta vano, quindi, il tentativo di coloro che reclamano un diritto esclusivo su talune di esse. È questo il caso, per esempio, delle leggende plurisecolari sorte intorno all’incredibile personaggio del Monaciello…
- 2020
- Piero Castoro (testo), Teodoro Ugone (illustrazioni)
- Edizioni Torre di nebbia
- Carattere tipografico Fulmar (Leo Philp, 2016-2020)
- Carta Fedrigoni Arena Rough 140 g/m2
- Cucitura singer, punto appiccicato




La leggenda potrebbe finire qui, e tutto rimarrebbe circoscritto entro tale cornice di voci e di geografie, se non fosse per il fatto che il Monaciello prese anche a migrare per le contrade più remote del Regno. I partenopei, infatti, forse non sanno che quel mostriciattolo, ora generoso ora vendicativo e turbolento, fece capolino anche sull’Alta Murgia…



“E si racconta che, in quei regni, il Monaciello continua ad apparire sempre come un pagliaccio deforme e indemoniato, ora triste ora gaio, sempre ramingo e nascosto alla folla.”

